Quel che resta è l’amore

Andrea Cavallaro si è rivolto a Solutzione per creare una Macchina di Vendita, diciamo, delicata (sia da un punto di vista umano che pubblicitario).

Il marketer medio italiano avrebbe copiato Taffo. Sarebbe stato un grave errore.

Un approccio migliore, ma comunque insufficiente, sarebbe stato quello di iniziare ad informare i clienti delle qualità del servizio, la cura con cui viene gestita la cerimonia funebre, eccetera.

Perché insufficiente? Perché le persone non ne vogliono sentir parlare, della morte.

Nel momento del lutto, i clienti soffrono perché una persona cara sta per, oppure è già venuta a mancare.

Nascono sensi di colpa in chi crede di non aver fatto abbastanza, o di non aver dimostrato appieno il suo affetto.

Sono persone che stanno attraversando il peggior momento della loro vita e l’ultima cosa che hanno voglia di vedere sono delle Brochure o delle immagini ironiche sulle bare.

Andrea ha avuto l’enorme coraggio di stravolgere il suo modello di business, avviando delle collaborazioni con psichiatri e psicologi esperti di lutto per fornire ai clienti il supporto psicologico ed emotivo necessario in questa fase così delicata.

Si è fatto portavoce di una campagna di divulgazione relativa al “Lutto anticipato” un concetto poco noto, che eppure ha un impatto fortissimo sulle nostre vite, creando un’idea differenziante molto forte per la sua attività.

Partendo da questo presupposto, abbiamo potuto creare la nostra campagna marketing, che ha in vertice il libro “Quel che resta è l’amore”, un’opera che aiuta ad affrontare il lutto, nella propria intimità, ma anche con il supporto psicologico offerto dalle onoranze funebri Cipriani.

Scrivere questa campagna è stato particolarmente impegnativo.

La ricerca ha compreso la lettura di 10 libri fisici, più 3 sul kindle e una circa un altro 30% di materiale online.

Sono, a spanne, 2.500 pagine di informazioni in formato pocket.

Ovvero 40 pagine al giorno per 60 giorni divise fra me, Andrea… e un altro copywriter, che dopo due settimane ha mollato, perché piangeva troppo.

Giuro, leggere tante storie di lutti terribili, ingiusti e mai superati… cercando di immedesimarsi nella persona a cui stavamo scrivendo, di entrare in empatia con le sue emozioni, di scrivere ciò che realmente gli avremmo detto di persona… lo faceva stare male al punto da rinunciare al lavoro; perché, diciamocelo, è difficilissimo capire cosa dire ad una persona che sta soffrendo.

Ma alla fine pensiamo di esserci riusciti.

“Quel che resta è l’amore” è probabilmente il più bello che ci sia in Italia sul tema, e Andrea è stato fenomenale nel dar luce al messaggio che la sua azienda vuole dare agli italiani.